Lo scorso dicembre ho partecipato a un evento nazionale della Federazione giovanile evangelica in Italia: la Fgei è un gruppo composto da giovani battisti, valdesi e metodisti che si incontrano, condividono le proprie esperienze, si mettono in gioco. Durante ogni Congresso si discute di come la Federazione vuole organizzare le attività e gli incontri nel successivo anno e mezzo, delle questioni che più le stanno a cuore e di come vorrebbe discuterne e trattarle, anche attraverso campi e incontri di vario tipo.
Intraprendendo questo percorso, sono stata subito accolta a braccia aperte sia dagli altri componenti della Federazione, sia dalla struttura (in questo caso Ecumene a Velletri, vicino a Roma). Ogni idea, ogni pensiero, ogni parola viene ascoltata e rispettata. La Federazione è un luogo di condivisione, ma anche di dibattito tra idee contrastanti. Il primo Congresso a cui ho preso parte, come ogni prima volta, è stata per me una sfida, soprattutto vista la mia giovane età. Sono stata subito accolta, ma anche inserita in dibattiti di cui non conoscevo a fondo l’argomento, cosa che non ha reso per me la discussione sempre facile. Ogni momento, ogni dibattito, però, è prezioso e fondamentale per la crescita personale di chi partecipa.
Veramente apprezzata in questo Congresso è stata la presenza di molti e molte giovani, rispetto agli eventi precedenti. Si è discusso del fatto che la conoscenza della Federazione nei giovani delle valli, ma non solo, non sia così elevata. Anche da Torino eravamo in pochi. Secondo me, nell’anno e mezzo prima del prossimo Congresso, dovremmo informare meglio i giovani della nostra Chiesa, per spronarli a partecipare ed esprimere con competenza la loro opinione.
Matilde Rochat