Un coro di solidarietà per Abdullahi Ahmed dopo gli insulti social per aver postato un commento sulla sua pagina social
Il Consiglio Comunale di Torino presieduto da Domenico Garcea si è aperto ieri 25 marzo con una dichiarazione di vicinanza del presidente al consigliere Abdullahi Ahmed per gli attacchi razzisti ricevuti nei giorni scorsi sulla sua pagina social: «A nome di tutto il Consiglio Comunale esprimo sincera solidarietà al collega consigliere Abdullahi Ahmed bersaglio, nei giorni scorsi, di gravi e inaccettabili attacchi di natura razzista sui social», ha affermato Garcea.
«A lui – ha proseguito –, va la nostra vicinanza umana e istituzionale. Episodi come questo sono incompatibili con i principi di rispetto e civile confronto che devono sempre guidare la vita pubblica. Tutta la nostra solidarietà da parte dell’Ufficio di Presidenza e di tutta l’Aula».
Immediata anche la vicinanza espressa personalmente dal presidente del Concistoro (il Consiglio di chiesa che ha funzioni amministrative, gestionali e di controllo) della chiesa valdese di Torino, Sergio Velluto, che ha ricordato l’impegno di Abdhullahi, un impegno «visibile concretamente nella pratica della convivenza pacifica tra le fedi: ebraica, cristiana e musulmana nel quartiere di San Salvario. Una dedizione profusa a difesa dei diritti di tutte le comunità meno tutelate».
Il consigliere comunale Ahmed (Pd) ha deciso di denunciare chi lo ha attaccato su Facebook e Instagram.
Il fatto è avvenuto domenica scorsa: Ahmed dopo essersi recato al seggio per esprimere il suo voto per il referendum, aveva postato un video in cui augurava un «buon voto» ai suoi concittadini, ricordando poi, a chi non fosse in possesso o avesse smarrito la tessera elettorale, come e dove poterla recuperare. Immediati sono giunti i commenti in risposta da parte «dei “leoni” da tastiera». Il post del consigliere comunale in pochi istanti si è riempito di commenti negativi, offese razziste e di cattiverie islamofobiche.
Fortunatamente sono stati altrettanti i commenti di vicinanza e di sostegno dopo le offese online.
Redazione di Riforma, 24/3/2026