Spazi e momenti di ascolto per costruire relazione

«Ecco quant’è buono e quant’è piacevole che i fratelli vivano insieme!» Questo recita il Salmo 133. Tutte le settimane sperimentiamo questa gioia incontrandoci per molteplici attività intorno alla Parola. Credo di non sbagliare affermando che il salmista abbia voluto espressamente usare l’aggettivo “piacevole”. La comunione fraterna, tra le altre cose, genera piacere, una sensazione legata ad aggettivi come gradevole, attraente, gustoso, simpatico, divertente, confortevole, soddisfacente. Non solo per questioni tecniche, ma anche per aumentare il comfort dei nostri spazi, il Concistoro della Chiesa valdese ha intrapreso una serie di lavori che stanno riguardando a turno i nostri locali di servizio. Abbiamo iniziato tre anni fa con le pareti e i pavimenti di CO7, a seguire è partito il progetto di riqualificazione della Casa Valdese e dello spazio diaconale in via Pio V 17. Nel corso dei lavori si è reso anche necessario rifare completamente il tetto della Casa Valdese e nell’occasione si è installato un impianto fotovoltaico di nuova generazione, che ci renderà autonomi per quel che riguarda i consumi elettrici e ci darà la possibilità di creare una comunità energetica con altri utenti della zona. Il primo step di riqualificazione, il salotto al piano –1, progettato insieme al Dipartimento di Design del Politecnico, è già ampiamente utilizzato. E credo di poter affermare con sicurezza che le sorelle e i fratelli che lo stanno usando abbiano sperimentato “quanto sia piacevole” starci. Nel mese di marzo iniziano i lavori del Salone e nel frattempo ci saranno consegnati i locali di via Pio V 17.

La ristrutturazione del cosiddetto “negozio”, che diventerà lo spazio diaconale “Altrimè” della nostra Chiesa, è anche occasione per ripensare al senso delle nostre attività. Il Concistoro, ma anche i volontari dei vari settori di intervento, hanno iniziato una serie di incontri per ridefinire le azioni della nostra Diaconia. Da ormai tre anni prosegue e si rafforza la collaborazione con gli operatori e i progetti di Diaconia valdese in città e con la rete di associazioni sociali del territorio, in particolare di San Salvario. La nostra azione diaconale si sta orientando sempre più a fornire spazi e momenti di ascolto e di relazione. Quello che il territorio, le sue istituzioni e le persone con cui veniamo in contatto ci chiedono è un aiuto a costruire dei momenti di comunità. Forse questa volta la nostra specificità di Chiesa si incontra perfettamente con la possibilità di aiutare chi si trova in una situazione di “povertà relazionale”, così come i sociologi definiscono il problema. La discussione è ancora aperta, e auspichiamo che si creino altri momenti di dibattito alla luce della vocazione che sentiamo esserci rivolta qui e ora.

Sergio Velluto, presidente del Concistoro

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