No alle strumentalizzazioni delle libertà religiose

Comunicato stampa del Presidente del Concistoro Sergio Velluto sulle presunte modifiche alla Legge Regionale per l’edilizia religiosa ventilate per impedire il progetto ex-Nebiolo.

Il fatto: Il comune di Torino ha autorizzato la costruzione di una nuova moschea, negli spazi dell’ex fonderia Nebiolo, un grosso complesso industriale abbandonato risalente agli anni Venti nel quartiere Aurora. Sarà una delle poche moschee d’Italia, dove l’Islam viene di solito praticato in centri ricavati da capannoni, negozi, garage o altri spazi informali, e non in luoghi di culto ufficiali. La moschea rientra in un più ampio progetto di riqualificazione dell’ex fonderia che prevede uno studentato universitario, una biblioteca e spazi in cui organizzare attività culturali, formative e iniziative dedicate al dialogo interreligioso.

COMUNICATO STAMPA

Non si può strumentalizzare a fini elettorali un progetto di riqualificazione urbana e di libertà di culto come quello della ex-Nebiolo. Il riconoscimento della libertà di culto per tutti ai sensi dell’art. 19 della carta Costituente è garantito a prescindere dalla stipula o meno di una Intesa, ed è necessario individuare e facilitare l’accesso a adeguate aree per il culto ad ogni confessione di fede.

Cambiare la legislazione regionale per rendere più difficile l’esercizio di un diritto costituzionale è sbagliato oltre che discriminatorio e contrario ai principi espressi dalla Costituzione sulla libertà religiosa.

Sempre più le religioni assumono un ruolo fondamentale, nel dialogo con le altre fedi, nel processo di integrazione e civile convivenza all’interno di una realtà multiculturale. Riconoscere e facilitare l’apertura di luoghi di culto adeguati contribuisce a far emergere un fenomeno che, sommerso, può portare a derive degenerative anche di ordine pubblico.

Inoltre, ad evitare speculazioni politiche sulla necessità o meno di aprire nuovi luoghi di culto, si conviene che, sempre in riferimento alla Giurisprudenza (Corte costituzionale, nella sentenza n. 254/2019), nel destinare spazi pubblici alle sedi di attività di culto delle diverse confessioni, regioni e comuni devono tenere conto della loro presenza nel territorio di riferimento. Proprio per questo più che di distanza tra luoghi di culto si deve parlare di progettare strutture adeguate alla loro funzione e integrate nel territorio, proprio come è il caso ex-Nebiolo. Emerge da tutti gli studi di sociologia e di urbanistica, sviluppati da Università e Politecnico di Torino e non solo, che la crescita delle confessioni religiose diverse dalla Cattolica ha raggiunto livelli tali nella città di Torino da rendere urgente una programmazione che ne tenga conto. Un solo esempio è il dato per cui, sin dal 2021 (Tesi magistrale di Architettura Celenza), a Torino i luoghi di culto delle diverse fedi hanno superato il numero di chiese cattoliche (161/159). Un approccio e un’apertura che riguarda tutte le fedi, non solo quella islamica.

Sergio Velluto (Presidente del Concistoro)

Picture of admin
admin